​Una proteina specifica potrebbe proteggere il cervello dai danni dell’Alzheimer

Secondo quanto pubblicato su Neurology, gli anziani che hanno elevate concentrazioni nel tessuto cerebrale di una specifica proteina hanno maggiori capacità cognitive rispetto a chi ne ha quantità più limitate. «Il composto in questione è il Bdnf, Brain Derived Neurotrophic Factor» spiega il coautore dello studio Aron Buchman del Rush University Medical Center di Chicago, ipotizzando che livelli più elevati di proteina Bdnf potrebbero fornire al cervello una sorta di protezione contro le alterazioni del morbo di Alzheimer.

Allo studio hanno preso parte 535 persone con età media di 81 anni, seguite fino al momento del decesso, avvenuto dopo circa 6 anni. Tutti i pazienti, arruolati nel Rush Memory and Aging Project and the Religious Orders Study in corso alla Rush University, sono stati sottoposti a test annuali sulla capacità cognitiva, i cui risultati sono stati esaminati da un neurologo dopo la morte per stabilire la presenza o meno di demenza, decadimento lieve o nessun problema. Infine, dopo il decesso i partecipanti sono stati sottoposti ad autopsia, con misurazione della concentrazione di Bdnf nel tessuto cerebrale. E a conti fatti i ricercatori hanno scoperto che il tasso di declino cognitivo era rallentato all'incirca della metà in chi aveva concentrazioni di Bdnf sopra il novantesimo percentile rispetto a chi aveva invece livelli inferiori al decimo.

Allo stesso modo, negli individui in cui erano presenti alterazioni cerebrali tipiche dell'Alzheimer il declino cognitivo era di circa il 40% più lento tra coloro che avevano maggiori quantità di Bdnf rispetto a quelli con livelli più bassi. E Michal Schnaider Beeri della Scuola Icahn di Medicina al Mount Sinai di New York, osserva in un editoriale: «L'esercizio fisico ha dimostrato di aumentare i livelli di Bdnf nel sangue, ma il legame tra valori di Bdnf nel sangue e nel cervello non è del tutto chiaro. Servono quindi ulteriori ricerche sia per confermare questi risultati sia per approfondire il rapporto tra proteina Bdnf e declino cognitivo».

Neurology 2016. doi: 10.1212/WNL.0000000000002387