​Trattamento di sostegno per i famigliari dei pazienti affetti da Demenza.

Un aiuto per alleviare lo stress di chi cura familiari con demenza può ridurre ansia e depressione senza costi aggiuntivi, secondo uno studio pubblicato su The Lancet psychiatry. Dice Gill Livingston, coautrice dell’articolo e professore di psichiatria geriatrica all''university college di Londra, Regno Unito: «Il trattamento di supporto si chiama Start, acronimo per STrAtegies for RelaTives, e chi lo riceve ha probabilità sette volte minori di sviluppare depressione clinicamente significativa rispetto al gruppo di controllo curato in modo tradizionale, con benefici che durano almeno due anni». Dato che circa due terzi delle persone con demenza vivono a casa, la maggior parte degli oneri dell’assistenza ricade sui familiari, con numeri che nel Regno Unito arrivano a circa 670.000 parenti di pazienti con demenza, e che negli Stati Uniti superano i 15 milioni. E il 40% di loro sviluppa col tempo depressione clinica o ansia, sintomi che impediscono di proseguire l’assistenza al domicilio traducendosi nel trasferimento del paziente in una casa di cura. Per sperimentare l’efficacia di Start, Livingston e colleghi hanno assegnato in modo casuale 260 familiari di dementi, che all’inizio dello studio non avevano sintomi depressivi, a partecipare al programma Start in 8 sessioni oppure alla consueta assistenza dei servizi sanitari e sociali dedicati ai pazienti con demenza. «Le sedute di Start sono accessi domiciliari di laureati in psicologia che lavorano su base individuale con il familiare, attuando strategie di sostegno con supporto emotivo e sollievo allo stress» precisa la psichiatra, che ha valutato l’efficacia della cura con la scala Hads, Hospital anxiety and depression scale per oltre 2 anni. E i risultati confermano: al termine del follow up il gruppo Start ha registrato un significativo miglioramento del punteggio Hads rispetto ai familiari trattati in modo tradizionale, sia nel breve periodo (8 mesi) sia sul lungo termine, a 24 mesi. E in un editoriale Sube Banerjee della Sussex university a Brighton, Regno Unito, commenta: «Start dovrebbe essere offerto come terapia individuale a tutti i familiari che assistono persone con demenza, diventando una componente specifica dei servizi sanitari dedicati alla demenza in tutto il Regno Unito».
The Lancet Psychiatry, 2014. doi:10.1016/S2215-0366(14)00073-X 
The Lancet Psychiatry, 2014. doi:10.1016/S2215-0366(14)00070-4