​Rapporto mondiale Alzheimer, incidenza finora sottostimata

Nel mondo le persone affette da demenza senile sono 46,8 milioni, di cui 1.241.000 in Italia: lo comunica l'Alzheimer's disease international (Adi) nel suo ultimo rapporto, diffuso nel nostro Paese dalla Federazione Alzheimer Italia. Parlando di questa patologia, l'epidemiologia è particolarmente importante perché, oltre ai numeri imponenti, si evidenzia anche la precedente sottovalutazione del fenomeno. «Possiamo dire di avere sottostimato la portata dell'epidemia odierna e futura di circa il 12-13% rispetto al rapporto mondiale 2009», ha affermato Martin Prince del King's College di Londra, che ha condotto una delle ricerche su cui si basa il report. Uno degli aspetti che ne derivano è un'errata valutazione dei costi, che aumentano ancor più rapidamente del numero di persone malate; a fronte dei 604 miliardi di dollari stimati nella versione precedente del documento, la cifra è oggi salita a 808 miliardi (+35%) che, secondo gli esperti arriveranno ai 1000 miliardi nel giro di tre anni: cifre paragonabili al Pil di una media potenza. Per l'Italia la spesa è pari a 37,6 miliardi di euro all'anno, un importo superiore a quello delle ultime finanziarie.
L'impatto è particolarmente pesante per i Paesi a basso e medio reddito, dove vive una quota di pazienti percentualmente crescente e destinata ad aumentare fino a raggiungere il 68% nel 2050, quando quasi la metà delle persone affette da demenza vivranno in Asia. 
Il fenomeno rappresenta dunque una sfida globale a cui le autorità politiche sono chiamate a rispondere, implementando strategie e legislazioni che favoriscano una migliore qualità di vita dei pazienti. «Alla luce di questi nuovi dati - ha dichiarato Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia - chiediamo al nostro Governo di mettere in atto il Piano nazionale demenze assegnandogli i finanziamenti adeguati per supportare concretamente i malati e le loro famiglie».