Parziale efficacia della Cannabis nelle Demenze

Secondo uno studio pubblicato su Neurology, le pillole di marijuana medica non aiutano a trattare i sintomi comportamentali della demenza, tra cui l'aggressività e la tendenza al vagabondaggio, anche se le dosi utilizzate sono risultate sicure e ben tollerato. «Almeno per questo secondo aspetto i nostri risultati potranno essere utili, data l'attuale carenza di dati sulla sicurezza della marijuana medica in questo settore» commenta la coautrice dell'articolo Geke van den Elsen dell'Università Radboud di Nijmegen, Paesi Bassi, definendo lo studio come il più grande condotto finora sulla valutazione del farmaco nei sintomi comportamentali di demenza. Al trial hanno preso parte 50 partecipanti con sintomi di demenza e comportamentali, randomizzati a ricevere 1,5 mg di marijuana medica o placebo tre volte al giorno per tre settimane. «Il farmaco, fornito dalla Echo pharmaceuticals di Weesp in Olanda, contiene tetraidrocannabinolo (Thc) per uso medico, ossia la sostanza chimica principale responsabile degli effetti psicoattivi della marijuana» riprende la ricercatrice, precisando che misura principale di efficacia era il cambiamento nel punteggio del Neuropsychiatric Inventory, un test per i sintomi comportamentali somministrato all'inizio dello studio e alla seconda e terza settimana di osservazione. «I punteggi sono migliorati sia con la marijuana medica sia nel gruppo placebo, senza differenze statisticamente significative tra i partecipanti, anche in termini di qualità della vita, attività della vita quotidiana o comportamenti correlati alla percezione e all'intensità del dolore. Secondo van den Elsen i miglioramenti nel gruppo placebo potrebbero dipendere da diversi fattori, tra cui, per esempio, l'attenzione e il sostegno dato ai pazienti da parte del personale del centro durante lo studio. «L'aspetto positivo è l'assenza di gravi effetti collaterali in entrambi i gruppi, e dal momento che gli eventi avversi sono stati lievi a moderati, è possibile una buona tolleranza anche a dosaggi più elevati che potrebbero essere magari più efficaci» concludono gli autori dello studio, sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dalla Provincia di Gelderland.

Neurology. 2015 May 13. doi: 10.1212/WNL.0000000000001675